Il Tribunale di Roma vieta Uber in tutta Italia. Pronto il ricorso

Il tribunale civile di Roma ha imposto il divieto di utilizzo dell'app di Uber, da attuare entro 10 giorno, pena una multa di 10 mila euro per ogni giorno di ritardo. La sentenza mette fuori gioco tutti i servizi offerti dalla nota app americana per il trasporto su autovettura, come Uber Black, Van, Suv e Lux. In questo modo, si accoglie la denuncia di alcune aziende radio-taxi e associazioni di tassisti italiane che protestavano contro il servizio di noleggio con conducente accessibile da smartphone.

La motivazione, esposta dal giudice Alfredo Landi, è "la condotta di concorrenza sleale" di Uber: gli autisti di Uber Black non sono soggetti a "tariffe predeterminate dalle competenti autorità amministrative" e possono quindi fare "prezzi più competitivi" a seconda "delle esigenze di mercato". Si contesta all'azienda l'esercizio "di fatto, di un servizio riservato ai taxi", che viola il principio di territorialità, consentendo agli autisti Ncc di operare in comuni e regioni diverse da quelle da cui hanno ottenuto l'autorizzazione.

L'ordinanza arriva mentre in Parlamento si discute di come modificare una legge del 1992 per consentire l'introduzione delle ultime evoluzioni tecnologiche all'interno del mercato dei trasporti senza danneggiare eccessivamente i tassisti, detentori di costose licenze. Negli ultimi mesi, numerose città italiane sono state teatro di accese proteste e blocchi del traffico portate avanti dalla categoria dei tassisti, proprio contro l'app di Uber.


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