Le fotografie si fanno con i piedi
Paolo Monti
Il grande, e mai ricordato a sufficienza, fotografo italiano, fonte di ispirazione per un protagonista della fotografia del Novecento altrettanto grande – ovvero Ferdinando Scianna, che cita spesso la frase in apertura – non si riferiva alla qualità degli scatti del fotoamatore medio (avete presente chi ha un corredo di dieci obiettivi e ne usa mediamente solo uno e male? Ecco, quello). Per Monti le foto non cadono dal cielo, le foto, quelle buone, si cercano e si conquistano, lontano da comodi studi di posa, gli attimi più o meno irripetibili si assecondano, a furia di macinare chilometri per strada. Lo sa bene Scianna, che di chilometri nella sua vita ne ha percorsi tanti e nel suo piccolo, dovrebbe saperlo anche chi, a livelli infinitamente più bassi, si è dilettato e si diletta ad osservare e catturare i due soggetti della fotografia di strada: l'uomo e l'ambiente urbano.
E' talmente vero che le foto devono essere conquistate a furia di macinare chilometri che ho accettato di buon grado l'invito a provare la nuova medio-formato di Hasselblad, la X1D, recandomi a Göteborg in Svezia – non ci sono andato a piedi, per fortuna, ma comodamente in aereo. Si, perché, oltre ai chilometri percorsi per strada, per catturare una foto ci vuole anche un mezzo adatto allo scopo. La macchina dovreste conoscerla, è stata presentata lo scorso anno (QUI la nostra anteprima) ed ora ha raggiunto un livello maturo a tal punto da renderne possibile la commercializzazione. Chi conosce il marchio Hasselblad dovrebbe sapere anche il perché Göteborg è stata la mia meta: è la patria di Victor Hasselblad che nella città svedese ha fatto sorgere la prima storica sede dell'azienda.




