Google, Facebook, Apple, Microsoft, spese record per attività di lobbying

Apple e Facebook hanno segnato rispettivamente il loro trimestre record in termini di spesa per le attività di lobbying del governo americano. I primi tre mesi della presidenza Trump hanno fatto aumentare i costi di lobbying a carico delle maggiori aziende tecnologiche americane, comprese Amazon, Google e Microsoft.

I temi più caldi su cui i rappresentanti della Silicon Valley hanno dovuto far sentire la propria sono stati la tassazione sulle importazioni e le restrizioni sull'immigrazione. Le proteste del mondo tech americano contro alcune delle iniziative della nuova presidenza US non si sono limitate a lettere aperte e annunci pubblici: un folto corpo di lobbysti ha nel frattempo fatto pressione all'interno del Congresso americano, della Casa Bianca e delle agenzie federali del paese. Come da normativa americana, tutte le spese di lobbying sono contabilizzate a fine di ogni trimestre e rese pubbliche online.

Il conto per Apple nell'ultimo trimestre è stato di $ 1,4 milioni, $ 50.000 in più rispetto al precedente record raggiunto durante gli ultimi mesi dell'era Obama. Apple ha fatto pressioni su problemi legati alla richiesta di dati da parte del governo, alle regolamentazioni attorno alle app per la salute e, per la prima volta, anche sulle auto a guida autonoma. Tim Cook è stato coinvolto in prima persona su questioni come lo sblocco di iPhone di criminali e il rimpatrio della produzione degli iPhone.


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