Stanno emergendo un sacco di altre novità nel corso della seconda giornata del Google I/O 2017. Una delle più interessanti riguarda l'imminente debutto di un servizio che permetterà agli sviluppatori di ridurre "magicamente" le dimensioni degli APK da inviare ai dispositivi, le cui unità di archiviazione interne avranno quindi più spazio per foto, file e altri contenuti.
L'idea è di rimuovere tutto il codice non necessario per un particolare dispositivo. Per esempio, un'app potrebbe includere le librerie per funzionare sia architetture ARM sia architetture x86, ma a un dispositivo ne serve solo una; Google analizza e gli invia solo quella pertinente.
Google usa questa strategia già da diverso tempo per i propri applicativi. Gli utenti più avanzati probabilmente ne hanno osservato gli effetti senza sapere esattamente di cosa si trattasse: ecco perché su APK Mirror ci sono così tante versioni di YouTube, Chrome e così via. I partner di Google che hanno contribuito a testare questa funzionalità hanno osservato una diminuzione media del 20 per cento dei pacchetti di installazione.



