Ormai lo sanno anche i muri, le persone non tecnologiche e i muri delle persone non tecnologiche: uno dei problemi principali della piattaforma Android è la lentezza degli aggiornamenti software. I numeri sono impietosi: mentre siamo già alla seconda Developer Preview di Android O, Android 7.0 Nougat, rilasciato lo scorso autunno, ha raggiunto solo il 7 per cento dei dispositivi (dati aggiornati a maggio 2017). Android 6.0 Marshmallow, che ha ormai un anno e mezzo di età, supera di poco il 30 per cento. L'ultimo iOS, il 10, è stato rilasciato a settembre, ed è già installato sul 79 per cento dei dispositivi (dati di febbraio).
Le argomentazioni di entrambi i versanti sono ormai trite e ritrite per tutti (tanti dispositivi diversi contro pochissimi modelli, Google fornisce solo il codice poi sta ai produttori adattarlo...), fatto sta che finora Google non ha trovato un sistema per migliorare in modo concreto le cose. Ciò non significa che non ci provi: e Project Treble è il tentativo più recente.
Il progetto è stato annunciato pochi giorni fa sul blog per sviluppatori Android. Fondamentalmente si tratta di "suddividere" in comparti stagni il codice del sistema operativo, separando il framework e l'interfaccia dal codice che serve a far funzionare l'hardware. I passaggi fondamentali della produzione di un aggiornamento software di Android sono 3:



