Dallo sviluppo delle reti 1G - con i primi casi diffusi negli Stati Uniti a fine anni ’70 - allo standard 4G sono passati tutto sommato non troppi anni, poco meno di 50. Ma, si sa, la tecnologia non si ferma, e già tutta l’industria mobile è rivolta verso ciò che ci attenderà nei prossimi anni.
A fare il primo passo avanti verso l'avvento del nuovo standard 5G ci pensano gli operatori telefonici, e uno tra i più grandi situato negli Stati Uniti, ha recentemente annunciato la chiusura definitiva ed ufficiale con il supporto alle reti 2G. A partire dallo scorso 1 gennaio, AT&T ha liberato questo spettro di frequenze, in modo che possa essere riproposto per altre tecnologie, o semplicemente per migliorare l'attuale rete 4G/LTE.
La notizia non arriva in realtà senza preavviso, AT&T comunicò infatti ai propri clienti già quattro anni fa, di voler procedere gradualmente ad abbandonare le reti 2G fino al distaccamento completo dal 2017, un periodo sufficiente per effettuare una transizione costante tra partner e clienti, che ancora poggiavano sulle frequenze 2G per il minimo scambio di informazioni, per esempio infrastrutture dedicate al business, recreational, Internet of Things o M2M (machine to machine).


