Il governo cinese che invoca il libero scambio non è così altrettanto permissivo quando si parla della libertà dei suoi cittadini di accedere ad Internet: da più di vent'anni un grande muro virtuale, denominato proprio 'Great Firewall', impedisce ai residenti di accedere a grandi siti come Facebook, Twitter, YouTube e di navigare liberamente nel web. La censura da oggi si fa ancora più rigida in quanto viene reso illegale l'utilizzo dell'unico mezzo in grado di superare questo muro: le VPN.
Una Virtual Private Network, come dice il nome, è una rete privata "virtuale" che utilizza la crittografia per mascherare il traffico che circola sull'infrastruttura pubblica, permettendo così l'accesso e la navigazione in internet in modalità anonima, difficile da intercettare da parte di entità terze.
Finora le attività governative si erano limitate ad intercettare e sabotare le connessioni private, ma da pochi giorni, fino a Marzo 2018, le VPN sono messe al bando, e dovranno essere autorizzate esplicitamente dalle autorità. L'annuncio fatto dal Ministero dell'Industria e dell'Informazione Tecnologica non lascia spazio a molti dettagli, ma sembra che la nuove regolamentazione sia destinata più al controllo dei semplici cittadini cinesi che ai professionisti delle grandi multinazionali presenti nel paese.
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