Lenovo Yoga 910 è stato uno dei primi ultraportatili ad usare i nuovi processori Intel Kaby Lake. L'abbiamo visto ad IFA 2016 durante la sua presentazione, poi provato ancora a CES 2017 ed infine annunciato la disponibilità italiana di fine dicembre. Ora arriva in test per confermare o smentire le ottime impressioni qualitative fatte in fiera, e per cercare di chiarire una volta per tutte la domanda che ci facciamo ad ogni generazione: Lenovo avrà risolto il problema del throttling?
Gli Yoga sono da sempre dei portatili estremi: super-sottili, eleganti e flessibili grazie alla cerniera cinturino che li rende famosi. Da anni, usano l'ultimo hardware disponibile nel telaio più compatto possibile, alla ricerca di quell'equilibrio tra portabilità e prestazioni che fa di un portatile bello anche una vera macchina da lavoro. Un approccio apprezzabile, ma da sempre causa di problemi.
Il rivoluzionario Yoga 3 Pro con Core M aveva una ventolina nonostante il chip da 6 watt - e andava comunque in throttling termico. Lo Yoga 3 11 di giugno 2015 era intrigante per la fascia di prezzo (circa 600€ con 8 GB di RAM) ma poteva limitare le sue prestazioni fino ai limiti dell'usabilità. Lo Yoga 900 che ci accompagnò durante tutto Computex 2016 era una vera evoluzione della linea ma, anche qui, il calore generato dai componenti veniva buttato fuori in una zona troppo vicina alle nostre mani.



