IBM al fianco di Trump, unica tra le big e dipendenti preoccupati

L'International Business Machines Corporation, meglio conosciuta come IBM, non mira proprio alla popolarità avendo deciso di non sottoscrivere quel famoso documento che ha unito, di colpo, l'intera Silicon Valley. Ben 96 delle maggiori compagnie statunitensi impegnate nel settore del web e dell'high-tech si sono infatti opposte fermamente al cosiddetto 'Muslim ban' che il Presidente Donald Trump ha imposto nelle scorse settimane.

Il numero sale di continuo, pare che 31 nuove aziende abbiano sottoscritto il documento quest'oggi e tra queste anche Twitter, Intel, Reddit, Netflix, Lyft, Kickstarter, PayPal, Microsoft, Yelp, Airbnb, Spotify, Dropbox e le due big guidate da Elon Musk, Tesla e SpaceX. Il visionario Musk era stato attaccato nei giorni scorsi perchè facente parte dell'amministrazione Trump sotto forma di consigliere dello “Strategic and Policy Forum”. Posizione scomodissima che Musk ha difeso sui social, spiegando quanto sia importante combattere da dentro, ma che lo ha comunque portato a prendere le distanza con la firma del sopracitato documento.

A fare eccezione è IBM, non solo perchè non ha alcuna intenzione di aderire alla cordata, ma perchè il suo CEO, Ginny Rometty, siede allo stesso tavolo del business advisory council ed è a pieno agio in questo ruolo.


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