Microsoft Docs.com espone al pubblico dati sensibili degli utenti

Inserita, rimossa e nuovamente reinserita: è questo, in sintesi, l'iter di una funzione di ricerca del sito Docs.com passata nelle ultime ore agli onori della cronaca, perché permette di esporre al pubblico dati personali degli utenti. Per chi non lo conoscesse, si ricorda che Docs.com è il sito web gestito in prima persona da Microsoft, che permette di caricare e condividere online documenti realizzati con Word, Excel, PowerPoint, OneNote e Sway. Nulla di male - è questa la sua funzione - a patto che l'utente sia consapevole di ciò che sta condividendo e dia un esplicito consenso in tal senso.

Così purtroppo non è stato, come testimoniano le segnalazioni diffuse nel corso del week-end. Gli esperti di sicurezza hanno rilevato che numerosi dati e file personali contenuti in Docs.com possono essere facilmente reperibili perché il caricamento di tali contenuti li rende pubblici per default. Il sito ZDNet ha avuto modo di dare uno sguardo ai contenuti privati, comprendenti liste di password, lettere di accettazione di posti di lavoro, documenti di investimenti finanziari, estratti conto di carte di credito, informazioni relative a patenti di guida - in parole semplici: dati che non dovevano essere sottoposti all'esposizione pubblica.

Microsoft ha rimosso la funzione di ricerca nel sito Docs.com sabato scorso - non riuscendo però ad evitare che i contenuti lasciassero traccia nella cache di Google. Oggi - 27 marzo - la funzione di ricerca è stata reintrodotta e continua a consentire l'accesso alle informazioni sensibili. Microsoft, nell'intervallo tra le due date, ha confermato di essere impegnata per:


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