Europa prepara linee guida per gestire l’incitamento all’odio in rete

Gli ultimi mesi hanno visto il web sempre più al centro di avvenimenti legati alla cronaca, alla politica e persino alla sicurezza nazionale. Nel mirino ci sono principalmente i social media, responsabili, secondo diverse autorità statali e non, di aver messo a disposizione degli strumenti di comunicazione quasi del tutto privi di controllo, i quali facilitano, spesso lasciandoli impuniti, comportamenti come l'incitamento all'odio razziale, religioso e politico.

Per provare a mettere un freno al dilagare di comportamenti del tutto lontani da quelli che sono i canoni minimi di civiltà, spesso perpetrati proprio per via dell'assenza di una qualsiasi sanzione, responsabilità civile o penale, le grandi compagnie che operano sul web, come Facebook, Google, Microsoft, Twitter e così via, hanno cominciato a mettere in campo delle azioni di contrasto che hanno lo scopo di rimuovere rapidamente, entro 24 ore, i contenuti inadatti.

Trattandosi di singole azioni di privati, queste non rispondono a dei criteri uniformi all'interno della rete, per cui le azioni intraprese da Facebook, ad esempio, possono risultare diverse da quelle messe in campo da Google, portando ad una disparità dei contenuti rimossi o ad un diverso tipo di giudizio per lo stesso caso esaminato. Stando a quanto riportato da Reuters, sembra che l'Unione Europea stia lavorando ad una bozza che offrirà regole e linee guida comuni per tutte le società operanti in rete, in modo da regolamentare, in maniera uniforme, gli interventi nei confronti dei contenuti incitanti all'odio.


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