Sapevate che indossare le cuffie in-ear aumenta di 700 volte la quantità di batteri presenti nellorecchio in una sola ora? No? Anche io non ne avevo idea ed è una cosa che ho scoperto di recente, facendo ricerche per scrivere proprio questa recensione. Non amo le in-ear, non le ho mai sopportate più di tanto, ma capisco anche che gli ingombri sono decisamente diversi rispetto ai modelli Hi-Fi, in certe situazioni sono quindi inevitabili. Penso allo sport su tutti.
Bisogna fare un'ulteriore distinzione per le Hi-Fi, categoria che comprende infatti due famiglie ben distinte della stessa specie: ci sono quelle con cuscinetti a diretto contatto con i padiglioni auricolari e ci sono le circumaurali, che circondano lorecchio senza alcuna pressione diretta. Esattamente come queste P7 Wireless della Bowers & Wilkins che sto provando ormai da un mese, modello top del rinomato brand da cui difficilmente si può tornare indietro.
COMODITA, NON SOLO QUALITA
I punti forti di queste cuffie sono diversi e voglio dirveli raccontando la mia esperienza duso diretta. Partiamo dalla confezione, estremamente curata nei dettagli, con tutta la cavetteria del caso e perfino un comodo custodia in pelle dove poterle riporre e proteggere, un tocco in più. Come del resto anche lingresso del cavetto jack da usare per le situazioni più classiche, quando il pairing tramite Bluetooth non è possibile. Bisogna rimuovere il padiglione sinistro per inserire il cavo, cè infatti una piccola guida allinterno che permette di nasconderlo a dovere una volta riposto il padiglione. Un dettaglio che rivela lattenzione che Bower & Wilkins ha messo nel realizzare le P7.
a 153 euro. 

