Sarà una notizia dura da digerire per molti italiani visto che abitiamo in un paese che ha regalato al mondo capolavori senza tempo come Bernini, Donatello e Michelangelo, ma nei Paesi Bassi, più precisamente nella cittadina di Amersfoort, c'è un edificio decorato con degli Emoji.
Benché l'istinto di catalogarlo immediatamente come una sfortunata conseguenza di uno dei prodotti per cui gli olandesi sono più famosi in Europa (non vi serve l'indizio, vero? In caso ne abbiamo tanti... ben 420), se giochiamo un po' a fare gli "avvocati del diavolo" il ragionamento dell'architetto Changiz Tehrani non è poi così campato in aria.
Le decorazioni di una facciata hanno sempre rappresentato i simboli dell'era in cui l'edificio - o la modifica - è stata realizzata. E non è forse vero che lo smartphone, veicolo principale per la diffusione degli Emoji, è una delle rivoluzioni più importanti di questi anni? Gli smartphone sono stati strumenti fondamentali non solo nel documentare e raccontare la storia di questi giorni, ma anche a influenzarla. Pensiamo a foto e video memorabili, nel bene e nel male, che sarebbero state perdute se non ci fossero state le fotocamere nei telefoni dei testimoni, alle campagne elettorali che si conducono (anche e sempre di più) sui social, oppure agli scandali della privacy.



