Negli ultimi anni sempre più colossi dell'high tech stanno abbracciando il sistema delle Bug Bounty, ovvero ricompense per chi scova nuovi bug e falle di sicurezza nei loro prodotti software. Particolarmente nota in questo frangente è Google, ma tra gli altri nomi illustri si annoverano Facebook, Microsoft, Reddit e Yahoo. L'idea dev'essere piuttosto valida, perché a quanto pare ci stanno ricorrendo anche i siti illegali del Dark Web.
Hansa Market, un portale di ecommerce che tratta armi illegali, droghe, dati personali e altre amenità con un giro di affari stimato intorno ai 3 milioni di dollari nel 2016, arriva ad offrire fino a 10.000 dollari in BitCoin per un bug grave che "potrebbe compromettere l'integrità di Hansa". L'obiettivo è analogo a quello delle attività legittime, con alcuni doverosi aggiustamenti: proteggere i propri utenti dalla diffusione indesiderata dei loro dati (magari a causa delle forze dell'ordine) ed evitare che le proprietà digitali rubate con tanta fatica vengano a loro volta rubate da hacker terzi.
Secondo l'esperta di sicurezza indipendente Sarah Jamie Lewis, però, l'effetto dei programmi di Bug Bounty ha un effetto molto più limitato sui sistemi ospitati nel Dark Web. Il problema, dice, è che questi siti si basano su tecnologie Web progettate per un Internet che non prende in considerazione la privacy.
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