Chip auto-assemblanti a supporto della Legge di Moore

Fino a pochi giorni fa si riteneva che la Legge di Moore fosse oramai obsoleta. Nel 1965 il co-fondatore di Intel aveva infatti provato empiricamente che il numero di transistor di un circuito integrato raddoppiava ogni 2 anni, portando ad un raddoppio delle prestazioni dei processori ogni 18 mesi.

Il giocattolo si è rotto”, è stato detto dagli stessi dirigenti Intel, visto e considerato che il ciclo è passato dai precedenti 24 mesi agli attuali 48 mesi. Il doppio, in poche parole. Ma c’è ancora margine per riportare la legge di Moore agli antichi fasti? Secondo un gruppo di ricerca del MIT la risposta è sì.

Il Massachusetts Institute of Technology - in collaborazione con la University of Chicago - ha sviluppato una tecnologia per l’auto-assemblaggio che permette di inserire un maggior numero di componenti all’interno di un singolo chip, riportando così in auge la legge empirica del co-fondatore di Intel garantendole popolarità anche negli anni a seguire.


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