Un team di accademici è riuscito ad alterare le letture di un accelerometro facendogli "ascoltare" un file audio realizzato appositamente.
Come se non bastassero le care, vecchie falle di sicurezza "classiche" che ormai riguardano dai PC alle lampadine, dagli smartphone ai tostapane, un gruppo di ricercatori è riuscito a trovare un metodo per compromettere uno smartphone anche attraverso le onde sonore. Il team, composto da ricercatori delle università di Carolina del Sud e Michigan, è riuscito ad alterare le letture dell'accelerometro (e "derivati" ed evoluzioni, chiaramente: giroscopi eccetera) di uno smartphone facendogli "ascoltare" un file audio creato ad hoc.
L'attacco condotto a fini dimostrativi è stato relativamente innocuo - qualche passo in più segnato sull'app di fitness - ma lo stesso principio può essere sfruttato per influenzare accelerometri ben più delicati - pensiamo per esempio al mondo degli indossabili, dei cosiddetti hoverboard, dell'IoT, delle auto a guida autonoma, e così via.



