Google aderisce a Better Ads, per pubblicità più utili e meno invadenti sul web

La nascita e la continua espansione del web ha consentito — e in alcuni casi obbligato — a molti creatori di contenuti tradizionali, come giornalisti di ogni genere e campo, videomaker, fotografi, musicisti ed artisti vari, di portare online le proprie creazioni, permettendo loro di raggiungere una vastità di pubblico un tempo inimmaginabile e una velocità di comunicazione ormai istantanea. Si tratta però di professionisti, che mettono al servizio le proprie competenze e il proprio estro per informare e intrattenere gli utenti, per cui è necessario che dal loro lavoro si generi un adeguato profitto.

Sul web, se escludiamo la schiera dei servizi a pagamento, le uniche entrate economiche per i creatori di contenuti provengono dalle pubblicità, sotto forma di banner, pop-up, intramezzi video ecc. Il problema di queste forme di pubblicità, presenti sulla maggior parte dei siti web, è lo scarso interesse generato negli utenti e l’eccessiva invadenza che è tutt’altro che apprezzata dagli internauti, tanto che spesso arrivano a bloccare completamente, per mezzo di software appositi, qualsiasi pubblicità, anche quelle che potenzialmente potrebbero risultare utili ed interessanti, recando grossi danni ai creatori stessi, che vedono ridursi le proprie entrate e di conseguenza le possibilità di investire per migliorare il proprio servizio.

Google, che è il colosso del web che genera il maggiore circolo di denaro con le pubblicità, è al corrente del problema e di recente ha annunciato di aver aderito alla Coalition for Better Ads (‘coalizione per pubblicità migliori’). L’obiettivo è chiaro: sostenere chi fornisce pubblicità di qualità e utili per gli utenti e, viceversa, dissuadere chi dissemina le proprie pagine web di pubblicità invadenti e fastidiose. Per fare ciò, Google permetterà ai creatori di far comparire un messaggio indirizzato agli utenti che utilizzando un blocco delle pubblicità, invitandoli a disattivarlo in quel preciso sito o proponendo il pagamento di una cifra per poter poi godere un’esperienza priva di pubblicità (similmente a quanto accade per alcune versioni a pagamento di app per dispositivi mobili).

Un’altra freccia a disposizione di Google è proprio la lotta contro le pubblicità troppo invasive, che finiscono per creare una cattiva fama per tutte le pubblicità sul web. Per penalizzarle, Google è al lavoro sul suo celebre web browser Chrome, nel tentativo di riconoscere e bloccare automaticamente le pubblicità sotto forma di pop-up. Google si augura che tutti questi sforzi combinati possano ottenere i risultati sperati, cioè permettere ai piccoli e grandi creatori di continuare a proporre contenuti web sempre migliori, ricevendo i giusti riconoscimenti economici.

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