Google ha scelto il nome del noto pittore francese per identificare il tool di sviluppo che potrebbe far compiere un importante passo avanti alla qualità dei contenuti riprodotti dai moderni visori di Realtà Virtuale, come Google Daydream. Obiettivo di Google è consentire il rendering di complesse scene 3D su dispositivi mobile. E visto che i ''freddi numeri'' parlano più delle spiegazioni prettamente tecniche è interessante riportare la testimonianza di un'azienda a dir poco nota che ha già utilizzato Seurat.
Il riferimento va a ILMxLAB di Lucasfilm che ha impiegato Seurat per renderizzare una scena 3D realizzata per il film Rogue One (l'ultimo capitolo della saga di Star Wars). La scena ha richiesto circa un'ora di rendering su un PC di fascia alta, ma la GPU mobile, grazie al tool, ha impiegato appena 13 millisecondi.
Nessuna magia, quanto un efficiente algoritmo di ridimensionamento delle texture e di riduzione dei poligioni (le prime ridimensionate con un fattore 100, i secondi con un fattore 1000). Ovviamente è bene mettere in conto una perdita di qualità rispetto alla scena originale, ma se si considera l'ambito di impiego si comprenderà che si tratta di una perdita tutto sommato non così penalizzante.



