Taipei è una città caotica, frenetica, veloce, i mezzi pubblici funzionano benissimo e coprono l'intera metropoli a costi accessibili. Muoversi sotto terra non è l'unica alternativa, in superficie sfrecciano infatti una miriade di scooter di tutti i tipi, e se si guarda con attenzione non è difficile scovare un Gogoro. La casa di Taiwan è partita da zero e creato un mercato importante sul territorio nazionale, ma la ex-startup è riuscita a far parlare di sé ben oltre i confini nazionali.
La carta vincente non è il solo scooter elettrico, è ovvio, ci sono decine di produttori e molti più modelli già in commercio. A colpire l'interesse comune è stato piuttosto il modello di business, proposto di recente anche dal guru dei veicoli elettrici Elon Musk con la sua Tesla. Quando acquisti un Gogoro - e lo puoi fare attualmente solo a Taiwan - paghi lo scooter ma non le sue batterie; i due moduli da 9 kg che stanno nel vano sotto la sella, li scambi di continuo nelle tantissime stations sparse per Taipei e il resto del paese.
Il modello Gogoro prevede quindi una spesa mensile per l'approvvigionamento al sistema delle stations, una retta che assicura la possibilità di utilizzo illimitato delle batterie, sempre cariche e a disposizione. Per localizzare la più vicina c'è ovviamente l'App, particolarmente ricca ed elaborata, adesso in nuova veste in occasione del lancio della seconda generazione.


