A fine Ottobre avevamo riportato notizia di uno studio condotto negli Stati Uniti da Natural Resources Defense Council (NRDC) sui consumi dei TV. Lo studio aveva suscitato scalpore (e portato all'avvio di alcune cause collettive) per via delle modalità con cui alcuni produttori (nello specifico LG, Samsung e Vizio) affrontano i test che portano poi a certificare la classe energetica dei prodotti. NRDC sosteneva che i TV vengono appositamente preparati per poter ottenere risultati ottimali in base alle modalità attualmente impiegate. Verrebbero quindi utilizzate delle impostazioni particolari che permettono di ottenere risultati non in linea con quelli registrati durante l'uso reale.
A destare l'attenzione di NRDC e degli utenti era quindi la differenza tra i consumi rilevati con le impostazioni di fabbrica e quelli misurati con i settaggi modificati dai consumatori. In pratica gli utenti sostenevano di non aver saputo, al momento dell'acquisto, che i TV modificano i consumi se si cambiano le impostazioni di base (che non prevedono più gli accorgimenti per contenere i consumi). La stessa questione è stata ora sollevata in Europa dall'European Environmental Bureau (EEB), che ha commissionato uno studio presso un laboratorio nel Regno Unito, il cui esito è atteso per la primavera.
EBB vuole stabilire definitivamente se i sistemi applicati da alcuni marchi (si parla di LG e Samsung, ma probabilmente quasi tutti i prodotti si comportano alla stessa maniera) sono progettati appositamente per ottenere migliori risultati ai test, oppure se si tratta semplicemente di un effetto non deliberatamente volto ad ottenere il suddetto scopo. Nel mirino vi sono gli stessi accorgimenti già analizzati da NRDC. Si parla dell'attivazione di varie funzioni, soprattutto alcune legate alla compensazione del moto (in alcune forme contribuisce a diminuire la luminosità e quindi i consumi).


