Il protagonista di questo articolo è sir Tim Berners-Lee, informatico inglese che nel corso di una consulenza di sei mesi fatta al CERN nel 1980 inventò un software chiamato Enquire, la base di quello che poi diverrà il World Wide Web. Quest'uomo ha letteralmente contribuito alla creazione di internet ed oggi, a 28 anni dalla sua prima bozza della proposta, ha parlato al Guardian delle sue crescenti preoccupazioni in materia.
Secondo Berners-Lee sono tre le tendenze più pericolose, quelle che minano maggiormente la sua idea iniziale di questo spazio virtuale, aperto a tutti e capace di creare nuovi ponti, connessioni e collaborazioni.
"ABBIAMO PERSO IL CONTROLLO DEI NOSTRI DATI"
Nulla di nuovo, ma sempre preoccupante. La nostra privacy è preziosa merce di scambio, le nostre preferenze e gusti determinano indici e nuove opportunità di guadagno con la pubblicità mirata. I social network hanno accelerato questo processo, con rapidi login e accessi immediati a nuovi servizi in cambio delle nostre informazioni. La cosa non ci ha preoccupati più di tanto in prima istanza, ma sono sempre di più le aziende che usano questi dati come merci di scambio, e non tutti hanno sempre buone intenzioni.


