L'antitrust sudcoreano ha rifilato a Qualcomm una multa da record: 1030 miliardi di won coreani, al cambio circa 815 milioni di euro, per aver richiesto delle royalty più alte del necessario ai produttori di dispositivi. Secondo l'autorità, inoltre, Qualcomm avrebbe limitato l'accesso ad alcuni brevetti basilari ed essenziali, avvantaggiandosi così slealmente rispetto ai competitor.
La reazione di Qualcomm, comprensibilmente poco entusiasta, non si è lasciata attendere. Don Rosenberg, Vicepresidente della società, ha dichiarato che "le conclusioni dell'antitrust sono contrastanti con la realtà dei fatti, non tengono in considerazione le realtà economiche del mercato e che applicano in modo sbagliato princìpi fondamentali della legge sulla concorrenza."
"In aggiunta," - continua Rosenberg - "la sentenza non tiene in considerazione il valore del portfolio brevetti di Qualcomm. Gli enormi investimenti di Qualcomm in ricerca e sviluppo sulle tecnologie mobile fondamentali, e la vasta concessione in licenza delle stesse a produttori di telefoni e altri, sono stati tra i fattori decisivi della crescita esplosiva dell'industria mobile in Corea del Sud e nel mondo, hanno portato immensi benefici ai consumatori e incoraggiato la concorrenza su tutti i livelli dell'ecosistema mobile".


