La fascia media è sempre più protagonista, gli smartphone da 250 a 400 euro sono estremamente competitivi e spesso non fanno neanche rimpiangere tanto le soluzioni premium, soprattutto se si parla di performance. Ancor più da oggi, con Qualcomm che svela i preannunciati Snapdragon 660 e Snapdragon 630, naturale evoluzione dei System-on-Chip con soluzioni più ricercate e potenza in abbondanza.
Non vengono stravolte le architetture, i chip sono stati realizzati entrambi con processo produttivo FinFET a 14nm e permettono la riproduzione e cattura di video 4K, supporto fino a 8GB di memoria RAM e API Vulkan. Ma ci sono delle ovvie distinzioni: Snapdragon 660 può sostenere display con risoluzione massima QHD (2K), mentre Snapdragon 630 non potrà andare oltre il FHD/QXGA (1080p). Ma i punti in comune sono diversi, a partire dai consumi, come di consueto si parla di un ulteriore risparmio energetico.
Snapdragon 660 e 630 puntano a migliorare sensibilmente le prestazioni delle fotocamere, così entrano in gioco su entrambe l'ISP Qualcomm Spectra 160 e il Qualcomm Hexagon 680 DSP (solo su SD660), già montato sul noto SoC Snapdragon 821. Nessun compromesso anche in termini di connettività, punto forte per la casa di San Diego: modem Snapdragon X12 LTE (come su SD820-821) per velocità massime di download in mobilità fino a 600Mbps e Bluetooth 5.0, una delle novità più apprezzate dei nuovissimi flagship Android. Nessun problema anche per il posizionamento, entrambe supportano la ricezione dei sistemi classici GPS e, in più, anche Galileo e QZSS.


