Gli ologrammi sono ormai una realtà consolidata nel mondo di oggi, ma sfuggono ancora al mondo consumer a causa della natura "ingombrante" della tecnologia stessa - sia che si parli di implementazioni più tradizionali (laser), sia che si parli di approcci più moderni (visori stile HoloLens). Un team di ricercatori presso l'università di Melbourne RMIT ha realizzato il prototipo del proiettore olografico più sottile del mondo: è spesso appena 60 nanometri, ovvero mille volte meno di un capello umano, dimensioni adatte all'integrazione nel display di uno smartphone. Se i ricercatori riusciranno a capire come produrlo in massa, potremmo avere smartphone con display olografici che non richiederanno l'ausilio di alcun visore.
Il prototipo usa dei materiali chiamati isolanti topologici, che internamente non conducono la corrente ma sulla superficie sì. Il differente indice di rifrazione crea una cavità ottica in cui la luce può rimbalzare avanti e indietro, come se avesse effettivamente molto più spazio a sua disposizione.
Secondo la ricerca, pubblicata sulla famosa e autorevole rivista scientifica Nature, un display di questo tipo è facile da produrre ed economico. L'ostacolo più grande, in questo momento, consiste nel riuscire a realizzarle una variante più solida e rigida, integrabile appunto nei display oggi in commercio come quello di uno smartphone.


