L'AGCM (Autorità Garante dell Concorrenza e del Mercato) ha multato Vodafone Italia di 1 milione di euro per pratiche commerciali scorrette, a causa della riduzione dei periodi di rinnovo degli abbonamenti fissi e mobile da 30 a 28 giorni (ad essere pignoli, vale la pena precisare che sulle linee fisse le fatturazioni sono bimestrali, quindi si è passati da 60 a 56 giorni. Naturalmente la sostanza non cambia).
L’Autorità ha rilevato che l’imposizione unilaterale del passaggio da 30 a 28 giorni del periodo di rinnovo ha comportato un aggravio economico per tutti i clienti. Le pratiche sono state dunque ritenute aggressive in quanto idonee a limitare la libertà di scelta rispetto all'esercizio del diritto di recesso dal contratto da parte di quei consumatori che non intendevano accettare le modifiche predisposte unilateralmente dalla società – diritto riconosciuto dalle norme di settore quale specifica tutela per il cliente a fronte di una variazione contrattuale imposta dall'altro contraente.
Oltre a questo, un altro punto contestato a Vodafone è l'obbligo per gli abbonati di risolvere in una singola soluzione il pagamento delle eventuali rate per apparecchiature e dispositivi, qualora si decidesse di decidere di avvalersi del diritto di recesso, costringendo quindi a una spesa imprevista. L'AGCM ha diffidato Vodafone dal continuare con questa pratica, che ora ha 90 giorni di tempo per proporre una soluzione alternativa.



