Open Fiber a tutta birra, si è aggiudicata su tutti i punti il primo bando Infratel per la copertura di 4.5 milioni di case in cosiddetta 'zona di fallimento di mercato' (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana Abruzzo e Molise). Un successo ai danni di Telecom Italia con cui Open Fiber (ovvero Enel e Cassa depositi e prestiti) si impegna a realizzare una nuova rete in fibra fino a casa, raggiungendo il 100% delle abitazioni presenti in questi primi territori interessati. Comprese nel pacchetto anche le 2-300 mila abitazioni dichiarate 'facoltative' nel bando (si serviranno di ponti radio wireless), forse punto di svolta per l'affido dei lavori.
Importante ruolo giocato dalle nuove tecnologie, per raggiungere le utenze più lontane e complesse verranno sfruttate così linee wireless FWA (Fixed Wireless Access), ma per i ponti radio Open Fiber sono state lasciate fuori le frequenze WiMax e verranno invece sfruttate quelle a 28 giga (aggiudicate dal gruppo nei mesi scorsi ad una gare del Mise). Tradotto, banda larga minima a 30 megabit assicurata e architettura inedita, Open Fiber gode infatti di maggior libertà di progettazione non avendo alcuna rete precedente, in queste zone si parte da zero. Non tutto passerà poi dai cavidotti Enel, quando possibile sono state privilegiate anche altre strutture.
Andiamo ai numeri previsti dal resto del piano, l'amministratore delegato di Open Fiber, Tommaso Pompei, parla di ben 20 milioni di case connesse direttamente con la fibra, di queste qualche centinaio di migliaia tramite la tecnologia FWA. Circa 9.5 milioni di unità risiedono nelle cosiddette 'aree a successo di mercato', ovvero più redditizie e facili da raggiungere, e 2.7 milioni saranno coperte già entro la fine del 2017 (1.2 mln ereditate da Metroweb e 1.5 mln in fase di completamento, il 50% sono già pronte). L'obiettivo è di chiudere questo primo importante lotto da 9.5 mln di abitazioni entro il termine massimo del 2022 grazie ad un investimento da 3.7 miliardi di euro (e 4 mln di km di fibra ottica).


