Come abbiamo visto nel nostro report sui droni, la caratteristica di "inoffensività in Italia, può essere applicata agli aeromodelli con 300 gr o meno di peso. Non si tratta di un valore universale, ma decisamente simile in quasi tutti i paesi dotati di regolamentazione a riguardo, e ad esempio lievemente superiore ai 250 gr di peso decisi dalla FAA negli Stati Uniti ( organo con le stesse funzioni della nostra ENAC ).
Il limite dei 250 gr per delineare i droni con caratteristiche di inoffensività, era stato deciso nel 2015 da una commissione speciale che vide la partecipazione dei maggiori produttori mondiali ed aziende del calibro di Google, Amazon, Parrot, ed anche la stessa DJI.
L'azienda cinese sembra aver cambiato idea, e tra le motivazioni che porta a supporto, la più interessante è legata all'origine di questo valore, a quanto pare davvero poco adatto alle attuali condizioni d'uso reale di un drone. A quanto riporta DJI, la scelta dei 250 gr risale ad indagini svolte nel dopoguerra sui rischi connessi alle esplosioni nucleari, in seguito alle quali si cercò di stabilire un indice di inoffensività per detriti, schegge e piccoli oggetti scagliati verso un uomo da un'esplosione. Un'equazione che è rimasta presente in diversi documenti negli anni a seguire, portando agli attuali criteri di inoffensività applicati ai droni.



