Uno studio condotto dalla NASA e pubblicato su Nature ha affrontato lo spinoso problema dell’inquinamento atmosferico generato dagli aerei. Numerosi test effettuati tra il 2013 e il 2014 presso l’Armstrong Flight Research Center di Edwards in California hanno dimostrato come l’utilizzo di biocarburanti sia in grado di ridurre l’inquinamento dei velivoli fino al 50-70 per cento in meno rispetto al carburante “tradizionale”, aprendo così nuovi scenari per il futuro.
Il problema riguarda l’impatto che il volo ha non tanto in fase di decollo e di atterraggio, quanto in quota (alle altitudini dei voli commerciali). Un impatto - non solo visivo - dell’inquinamento in quota è rappresentato dalle cosiddette scie di condensazione, provocate dal contatto tra lo scarico del motore ad alte temperature con l’aria fredda che si traduce nella formazione di cristalli di ghiaccio.
Tali scie - viene spiegato nello studio - generano effetti sull’ecosistema attualmente al vaglio degli scienziati:



